Quando arriva una diagnosi di tumore, e arriva proprio a te, improvvisamente è come se fossi su un palco, tutto si fa buio e l’unica luce, intensa ed accecante, è puntata su di te. Poi piano piano ti accorgi che non sei affatto l’unica e condividere le tue fatiche e le tue speranze ti fa sentire sollevata.
Ascoltare o leggere testimonianze di altri malati oncologici diventa un modo per mantenere un filo invisibile che ti collega con il resto del mondo.
Oggi ti racconto una storia, intreccio il mio filo invisibile con il tuo, con quello di tante altre Donne come me, come te.
C’era una volta una Donna…
…costantemente impegnata a dare il meglio di sé in ogni ambito della sua vita, nell’incessante ricerca della perfezione, che potesse appagare ogni altro essere umano che di volta in volta interagiva con lei.
Lavoro, famiglia e amici ruotavano attorno a lei in una quotidianità frenetica e apparentemente soddisfacente.
Un giorno, però, accadde qualcosa che cambiò per sempre la sua visione del mondo
Quella Donna diventò una Madre.
I suoi figli divennero dolcissime risorse e contemporaneamente impegnative sfide.
Nel tentativo di controllare efficacemente tutto quanto, ben presto la Donna si rese conto che l’equilibrio che si era immaginata e tanto affannata a ricercare…in realtà non era affatto semplice da sperimentare e lo stress aumentava, aumentava, aumentava….
Iniziò allora a documentarsi, a studiare, a seguire corsi e percorsi di crescita genitoriale, che nel tempo di un soffio di vento la condussero in un profondo e trasformativo viaggio di ri-scoperta di sé. E così, una dopo l’altra caddero le maschere che per lungo tempo aveva apposto sul suo viso, facciate mostrate ora all’uno ed ora all’altro per soddisfare la percezione di aspettative che negli anni erano diventate la sua unica realtà.
Questo potente e nutriente viaggio introspettivo è stato la sua salvezza, le ha regalato gli strumenti per far fronte alle prove che la vita le ha messo davanti, esattamente nel momento in cui aveva elaborato le competenze per poterle affrontare.
Con questa cassetta degli attrezzi ben fornita, la vita ha, infatti, scelto per lei un’altra esperienza stravolgente.
Una sfida era pronta per lei
Dopo aver negli anni accompagnato persone di famiglia a lei tanto care in percorsi di cura oncologici, la Donna è arrivata al fatidico giorno in cui al centro del referto che in alto riportava il suo nome, campeggiava con apparente noncuranza la parola tanto temuta: carcinoma.
Si sono susseguite settimane, mesi dove la parola d’ordine era “non c’è ordine”, sentimenti contrastanti si alternavano senza una logica, pensieri positivi riempivano un giorno e riflessioni catastrofiche affollavano quello successivo, fiducia prima, sconforto poi e in questo sali-scendi emotivo si sono magicamente ripresentate le maschere: quelle del “va tutto bene” esteriore anche quando dentro si sentiva un rudere, quelle del “mi sento ok” con l’idea di non aggravare la preoccupazione di tutti coloro che intorno non riuscivano a chiedere altro che “come stai?”.
Dialogare in famiglia le risultava estremamente difficile, perché, non si può nasconderlo, un malato di tumore non si sente capito e i familiari di quel malato a loro volta percepiscono come invalicabili i confini di protezione che il loro caro ha creato attorno a sé.
Quanto le sarebbe stato utile condividere la sua esperienza con altre persone che stavano vivendo la stessa situazione! Quanto giovamento avrebbe tratto dall’ascoltare testimonianze di altri malati oncologici! Quale utilità avrebbe tratto dall’essere supportata nel comprendere come affrontare la diagnosi di cancro! Ma il momento storico in cui è stata catapultata in questa avventura ha ostacolato ogni forma di interazione e così si è fatta carico del suo zaino carico di pensieri, speranze, dubbi, sogni ed ha con coraggio mosso un passo dopo l’altro.
Nuove consapevolezze
La rielaborazione di ogni esperienza vissuta ha rappresentato un mattoncino di quella nuova casa che stava costruendo, quella delle sue competenze, aggiornate e rafforzate. Ogni intervento, ogni referto, ogni incontro con medici, più o meno accoglienti, più o meno umani, ogni ciclo di chemio, ogni seduta di radioterapia, ogni visita, ogni accertamento, tutto ha contribuito a rafforzare la stima che aveva di sé.

Con tutte le consapevolezze maturate, con le cicatrici cucite addosso come la polvere d’oro usata per saldare insieme i frammenti di vasi rotti nella tecnica giapponese del Kintsugi, la Donna ha scelto se stessa nel bivio professionale e personale che la vita le ha posto davanti. Ha scelto di condividere i suoi apprendimenti, le sue esperienze e le sue emozioni con altre Donne.
Ma la vita ha fatto ancora di più per lei.
Quando l’ha sentita realmente pronta, l’ha condotta al livello successivo del videogioco della sua esistenza: quello del Coaching Professionale.
Ciò che ha appreso nel corso della formazione come Coach ha aggiunto un tassello fondamentale al puzzle delle sue esperienze, innanzitutto personali e successivamente professionali; l’ha arricchita, permettendole di sperimentare in prima persona la bellezza di sentirsi unica, speciale e soprattutto capace di individuare la strada giusta per sé.
Le maschere, che per la seconda volta erano rimaste aggrappate al suo viso, hanno cominciato a cadere, una dopo l’altra. E quando anche l’ultima è caduta, quella Donna ha potuto finalmente guardarsi nel profondo e capire che il Coaching in sé non era sufficiente, il Coaching Oncologico® era la sua risposta, quella che fino a quel momento non era ancora riuscita a vedere.
Quella Donna sono io e sono grata ed onorata di accompagnare me stessa e altre Donne nella scoperta di come trasformare ogni giorno l’esperienza della malattia oncologica e vivere una quotidianità più serena e una vita più consapevole.
Quella Donna sono proprio io e sono fiera di inserire la mia tra le testimonianze dei malati oncologici che possono darti ispirazione.
Ora non ho più paura di dire che ho ricevuto una diagnosi di tumore, perché questo mi ha permesso di scendere ancor più nel profondo della conoscenza di me e mi ricorda che ogni giorno posso fare la differenza per me stessa e per altre Donne che sentono il bisogno di trasformare l’esperienza della loro malattia.
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Sono Silvia Zanotti, Onco Coach™ dedicata al supporto delle Donne che hanno ricevuto una diagnosi di cancro e dei loro familiari.
Coach: Professione disciplinata dalla legge 14/01/2013, n. 4 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”


